Tema

Antifascismo

giovedì 9 Ottobre 2025

Tutto cominciò con gli incendi delle Camere del lavoro. Storia fotografica della Cgil antifascista

Il libro “Antifascisti da sempre”, curato da Ilaria Romeo (con presentazione di Maurizio Landini), Futura edizioni, 2025, pp 120, pubblicato in occasione dell’80° della Liberazione, ripercorre attraverso immagini di archivio tutte le tappe dell’antifascismo del più grande sindacato italiano. Sfogliando quelle foto e ricordando quegli eventi emerge il filo rosso ininterrotto della difesa della democrazia, ma anche il filo nero della violenza fascista contro l’organizzazione dei lavoratori. Fino all’assalto alla sede nazionale del 9 ottobre 2021

domenica 28 Settembre 2025

Tina Anselmi, quando la speranza sapeva organizzarsi. E combattere

“Tina Anselmi: passione per la democrazia” della giornalista Graziella Falconi raccoglie per la prima volta gli interventi e i discorsi non ufficiali, le interviste, i contributi ai dibattiti in giro per l’Italia, di una donna che ha fatto la storia della Repubblica. Un piccolo manuale di resistenza per trarre ispirazione dal coraggio, dalla libertà e dalla determinazione della partigiana, cattolica, che prese le armi a 16 anni, poi prima donna ministro, e in seguito a capo della commissione di inchiesta sulla P2, capace di sfidare, col sorriso e una proverbiale giovialità, stereotipi di genere e lacci partitici, consegnando al Paese il diritto alla salute, il welfare moderno, la dignità del lavoro paritario. A colloquio con l’autrice

venerdì 26 Settembre 2025

“Dai simboli alle azioni concrete, qui risplende l’Italia antifascista”

Consigli comunali che revocano le cittadinanze onorarie a Mussolini, sindaci che si iscrivono all’Associazione nazionale partigiani d’Italia, assessori che provano a impedire la vendita di gadget fascisti. Con Annarita Tonini, presidente provinciale dell’Anpi Rimini, storia e cronaca di un territorio (sul cui litorale il duce aveva stabilito la residenza estiva) che molto ha contribuito alla lotta di Liberazione e oggi sceglie di impegnarsi in prima fila. Per preservare la Costituzione e impedire che la retorica nostalgica trovi humus fertile

martedì 16 Settembre 2025

I nazifascisti, la Linea Gustav e la guerra visti con gli occhi di una bambina

Anita Cianci, classe 1933, ci racconta con grande commozione i giorni tragici vissuti alle pendici del massiccio abruzzese, nel piccolo borgo di Montenerodomo (Chieti), oggi tra le città decorate al Valor Militare per la Resistenza. “Mio padre mi teneva per mano quando saltò su una mina e morì, i soldati tedeschi ci impedirono per settimane di dargli sepoltura. Guidati dai fascisti entravano nelle case con pistole alla mano, cercavano maiali e galline, costrigevano gli uomini ad andare con loro per costruire le postazioni militari”. Anita ha poi sposato il partigiano Lorenzo D’Orazio della Brigata Maiella ed è stata per tanti anni maestra. Il suo messaggio ai giovani

lunedì 8 Settembre 2025

Maggiore Gobetti sarai fucilato

Premio letterario montenegrino Polimski Soko 2025 al racconto “Il maggiore Gobetti” dello storico Eric Gobetti che narra le vicende di un ufficiale italiano in Montenegro. L’autore si immedesima nell’esperienza tragica dei militari italiani nello sbandamento generale dopo l’Armistizio, immaginando le loro emozioni, il loro punto di vista. L’esercito regio si era macchiato di innumerevoli violenze contro i civili, ma molti soldati scelsero poi di combattere i tedeschi e aderirono alla Resistenza jugoslava. Il protagonista è un personaggio di fantasia, ma ispirato a eventi realmente accaduti. Un testo letterario che l’autore ha voluto donare ai lettori di Patria in occasione di un 8 settembre particolare, quello degli ottant’anni dalla Liberazione

sabato 23 Agosto 2025

Se il revisionismo fa tappa in Mortirolo

Sul passo divenuto famoso per le competizioni ciclistiche, i nostalgici del regime collaborazionista di Salò hanno realizzato una sorta di altarino dedicato alla famigerata e criminale Legione Tagliamento e vi tengono una giornata di commemorazione. Anpi con le associazioni democratiche dell’Alta Valle Camonica reagiscono a quella mistificazione storica e politica

martedì 12 Agosto 2025

La Lucchese del 1937 e la Popolare Trebesto di oggi. Un passaggio di testimone nel segno dell’antifascismo

Storie di cinque calciatori e di una squadra molto particolare. Il loro allenatore era un ebreo perseguitato, Erbstein, che sarà il mister del leggendario Torino, con cui morirà il 4 maggio 1949 nel disastro aereo di Superga. Nel 1937, alla guida della Lucchese, portò una compagine da pochi anni nella massima serie a uno straordinario settimo posto. Una formazione costituita in buona parte da giocatori avversi al regime. Alcuni pagheranno l’ostinata volontà di non piegarsi con una carriera meno brillante; uno, Bruno Neri, con la vita. Oggi, a Lucca, quelle memorie rivivono in una società sportiva, la Popolare Trebesto, in un luogo dove si pratica calcio, maschile e femminile, pallavolo, boxe e si organizzano significative iniziative in difesa dei valori della Resistenza, dei lavoratori delle aziende in crisi, della popolazione di Gaza. Nell’ambito della tradizionale pastasciutta antifascista di quest’anno, la Trebesto ha inaugurato nel proprio campo un magnifico murales dedicato alla “squadra più antifascista d’Italia”. Ci ha parlato di questa realtà Davide Bernardi, socio della Trebesto

lunedì 4 Agosto 2025

Quando la Resistenza rispunta dal telaio e diventa opera d’arte

Il ricamo per celebrare libertà, democrazia, diritti umani, solidarietà, uguaglianza e memoria: un arazzo interamente lavorato a mano che riproduce la tessera 2025 dell’associazione dei partigiani. A realizzarlo tra le iniziative per l’80° della Liberazione, l’Anpi Rho e 25 studentesse e studenti dell’Istituto tecnico professionale “Puecher-Olivetti”. L’opera, frutto di 200 ore di lavoro, è stata donata al presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo, nel corso di un incontro nel Comune lombardo alla presenza del sindaco, Andrea Orlandi. La curatrice del progetto, Elena Bega: “Una testimonianza di appartenenza ai valori fondativi della Repubblica”. Il presidente della sezione, Mario Anzani: “Importante coinvolgere i giovani, abbiamo un ottimo rapporto con le scuole del territorio, e gli iscritti crescono”. E una tela è stata dedicata alla Palestina

sabato 2 Agosto 2025

Le belle canzoni di una rivolta che si chiamava Resistenza

Il doppio CD “Con il cuore nella rivolta. Canzoni sulla Resistenza”, edito da Squilibri, è un progetto che contiene in sé la testimonianza di un processo di sedimentazione nel presente di uno degli eventi drammatici e allo stesso tempo titanici del nostro Paese. Il suo valore artistico è dato dalla qualità dei contributi, mentre quello educativo rappresenta un’opportunità formativa che si dovrebbe proporre anche nelle scuole. Ce ne parla Alessio Giannanti, tra i fondatori dell’Associazione Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani, che ha curato l’album e che da oltre vent’anni si occupa dell’organizzazione di “Fino al cuore della rivolta. Festival della Resistenza” a Fosdinovo (MS). L’edizione 2025, la ventunesima, dal 2 al 20 agosto. Buona lettura e buon ascolto!

mercoledì 9 Luglio 2025

Noi, la Ue fortezza, il mondo multipolare e lo Stato d’eccezione

“Staffetta partigiana per un’altra Europa”, le conclusioni al Narodni Dom di una grande campagna. Sui nostri manifesti abbiamo scritto una parola chiave: “Muoviamoci!”. È quello che stiamo facendo, perché siamo in una drammatica fase di passaggio in cui il domani può essere molto migliore o infinitamente peggiore. Non possiamo stare alla finestra, dobbiamo coniugare una grande idea, una visione di trasformazione, Ventotene, col principio di realtà, cioè l’Unione Europea di oggi. Che vuol dire semplicemente fare politica nel senso più nobile del termine. È questo oggi un dovere civile, è antifascismo del nuovo secolo, è Resistenza

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

lunedì 13 Luglio 2026

Benny Petrone, Bari e lo squadrismo neofascista: la verità che l’archiviazione non cancella

La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no

“Il sorpasso” Atlantico

ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi

L’Europa in bilico, dalla frattura del presente alle scelte per il futuro

La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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