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domenica 24 Maggio 2026

Cuore partigiano. Mai come loro

Vincenzo Calò, “Cuore partigiano. I perché di una scelta ancora attuale”, 4 Punte Edizioni, 2026. Prefazione di Barbara Alberti. Nel romanzo fondato sulla storia vera di Ferdinando De Leoni, un frammento biografico diventa la chiave per attraversare lo spartiacque decisivo della Resistenza, restituendo la statura di un tempo in cui ogni gesto tracciava un discrimine morale. Dal rifiuto delle leggi razziali, con il loro portato di odio, al militarismo e all’intolleranza nazionalista, emergono le ragioni che, in una pluralità di percorsi, spinsero una generazione a prender parte e a riscattare l’Italia. La volontà di restare umani mentre tutto precipitava rivela la differenza che ancora oggi ci riguarda

domenica 17 Maggio 2026

Ludwig, l’ossessione nazi e la negazione dell’umano

“I nazisti non hanno umanità”, diceva il tenente Raine nel film “Bastardi senza gloria”. Una verità che trova tragica conferma nelle pagine de “Il fuoco nero. Storia della banda Ludwig”, dove Alessandra Coppola indaga l’odissea criminale del duo Ludwig. Attraverso nuove testimonianze, l’autrice scava nel passato di Marco Furlan e Wolfgang Abel, delineando i contorni di una rete eversiva che travalica i due esecutori per farsi sistema: un “fuoco nero” – in una città nera, Verona – alimentato da odio razziale e deliri di purificazione trasformati in metodo assassino, un fuoco che ha segnato una delle pagine più oscure degli anni di piombo

venerdì 15 Maggio 2026

Giovanni Nicosia, lo scrittore ritrovato. Riesi riscopre la sua voce dimenticata

Nella città siciliana, la presentazione del libro di Giuseppe Giancarlo Calascibetta «Giovanni Nicosia, uno scrittore di Riesi. Sul “sentiero” di Calvino e Pavese» riporta al centro la figura del partigiano e autore che il Novecento aveva lasciato scivolare nell’ombra. Accanto a studenti e docenti dell’Istituto “Carlo Maria Carafa”, rappresentanti dell’ANPI e ai familiari del protagonista e di quanti condivisero con lui un tratto di strada, riaffiora la vicenda di una personalità che attraversò la Resistenza ligure e gli anni einaudiani. Un cammino nutrito da un fitto intreccio di relazioni con Calvino, Pavese e Sciascia, che lo aveva introdotto nell’ambiente antifascista nisseno, dove entrò in contatto con una cellula clandestina composta, tra gli altri, da Macaluso, Boccadutri e Colajanni. Documenti, racconti inediti e testi dispersi restituiscono alla comunità una presenza che torna oggi a parlare con forza alla sua terra e alla sua storia

lunedì 4 Maggio 2026

Il prof, la coerenza come destino e la lezione più difficile

Nel libro “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza“, Biblion Edizioni, pp 188, Giorgio Pagano ricostruisce la figura dell’intellettuale che unì pensiero e azione, riportando alla luce una personalità rimasta troppo a lungo sullo sfondo della memoria pubblica. Animatore del CLN della Spezia e poi ispettore delle Brigate Garibaldi, il prof trovò in Martinetti e Geymonat i suoi riferimenti morali e un principio guida: la consonanza tra ciò che si insegna e ciò che si vive. La filosofia non era contemplazione, ma responsabilità concreta. Morì con il fratello Ettore, ucciso dai fascisti della Brigata Nera di Pinerolo

lunedì 4 Maggio 2026

La Brigata Maiella: tra storia, memoria e nuove prospettive di ricerca

Il volume collettaneo curato da Edoardo Puglielli per Textus, è frutto di una nuova e feconda stagione di studi storici sulla Resistenza italiana, che grazie all’acquisizione di fonti finora non utilzzate ha reso possibile ricostruire con maggiore precisione anche una delle esperienze più originali e peculiari della lotta di Liberazione. Oggi è possibile riscoprire una storia resistenziale atipica, articolata e complessa e per questo considerata a lungo “marginale” e che ha generato perfino problemi di definizione giuridica visto che come scrisse il comandate Ettore Troilo gli uomini della Maiella sono stati al tempo stesso soldati e partigiani

giovedì 23 Aprile 2026

Onora i Padri

“Per dignità e non per odio” di Ivano Taietti (Tajetti), Segni e parole, 2026, pp 56, €12, restituisce le storie e i volti della Resistenza nell’Oltrepò Pavese attraverso ricordi familiari, paesaggi e scelte che riconducono ai “fondamentali”. Luchino Dal Verme e Italo Pietra emergono come figure cardine; accanto a loro, i pensieri lunghi di Carlo Smuraglia, amico fraterno dell’autore e riferimento della memoria civile

lunedì 20 Aprile 2026

La nazione degli esclusi che non sapevamo di essere

Al tempo dei sovranismi ci si può sentire fuori posto anche nel luogo in cui si è nati, avverte la giornalista turca Ece Temelkuran in Stranieri come te (Bollati Boringhieri, 2026), un trattato di filosofia politica in forma epistolare rivolto a chi non ha rinunciato alla dignità e a un futuro migliore. Le derive autoritarie avanzano per piccoli slittamenti: pressioni sui media, delegittimazione dell’opposizione, concentrazione del potere esecutivo. Nessun passaggio è decisivo da solo, ma la loro somma erode i contrappesi democratici. L’Italia non è ancora a quel punto, ma i segnali che emergono oggi ricordano inquietantemente l’inizio di quel processo

venerdì 10 Aprile 2026

Quelle salite verso la libertà. Lo scrittore sulle tracce della lotta partigiana

Ricordare la Resistenza non come rito, ma come cammino. È questa la scommessa di “Sentieri partigiani” (Einaudi, 2026), il nuovo libro di Paolo Malaguti, scrittore veneto e insegnante di liceo, che parte da varie escursioni in bici sul Monte Grappa per avviare un viaggio lucido e personale nella memoria resistenziale italiana. Tra lapidi dimenticate, monumenti invisibili e luoghi svuotati di senso, l’autore intreccia storia, pedagogia e letteratura – da Meneghello a Pavese, da Fenoglio agli studenti di oggi – per rispondere a una domanda che non smette di bruciare: cosa significa, nel 2026, conoscere e tramandare la lotta di Liberazione senza retorica e senza farne un monumento intoccabile? Lo abbiamo intervistato

venerdì 20 Marzo 2026

Quel regio Capo di stato maggiore che insegnò all’Italia a non fare i conti con il regime

Davide Conti, “Il generale Roatta – Il passato rimosso del fascismo”, Salerno Editrice. La ricostruzione chirurgica dell’ascesa, dei crimini e dell’impunità di uno dei principali architetti della repressione fascista e della “continuità”, traghettando metodi e apparati della dittatura mussoliniana dentro la Repubblica. Dalla guida del Sim alla guerra di Spagna, dall’aggressione alla Jugoslavia fino al “Noto Servizio”, lo storico ricompone la trama di protezioni, depistaggi e complicità che garantì all’alto ufficiale di sottrarsi alla giustizia e di lasciare un’impronta oscura e duratura nel Paese

martedì 17 Marzo 2026

Come ti spio l’antifascista. Un trittico sulle schedature del regime

Michele Casalucci ha curato per conto dell’ANPI di Foggia tre volumi di ricerca sul periodo fascista in Puglia. Nel primo volume si accende un riflettore sugli “Antifascisti e perseguitati politici di Accadia, Anzano di Puglia, Deliceto, Monteleone di Puglia e Sant’Agata di Puglia nel Casellario politico centrale”, il secondo si focalizza sulle “Antifasciste e perseguitate politiche di Capinata nel Casellario politico centrale”, mentre il terzo racconta degli “Antifascisti e oppositori politici emigrati di San Marco in Lamis nel Casellario politico centrale”. Tre studi utili per illuminare il passato, ma anche per capire meglio il presente

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

lunedì 13 Luglio 2026

Benny Petrone, Bari e lo squadrismo neofascista: la verità che l’archiviazione non cancella

La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no

“Il sorpasso” Atlantico

ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi

L’Europa in bilico, dalla frattura del presente alle scelte per il futuro

La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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