C’è una storia della Seconda guerra mondiale che raramente trova spazio nei manuali scolastici o nei saggi: è quella lontano dal fronte, nelle case, nei rifugi improvvisati, tra la fame e l’incertezza quotidiana. È proprio questa la dimensione che emerge da L’attesa dei vinti, un’opera che restituisce voce a chi, per lungo tempo, è rimasto ai margini della memoria collettiva. Un libro che è un mosaico di testimonianze degli anni 1943-1945. Novantuno racconti di donne italiane, novantuno protagoniste e nessun intreccio lineare: frammenti di vita reale, dolori e ricordi che oscillano tra paura, perdita e resistenze.

Come spiega l’autrice Carla Fioravanti nell’introduzione, la narrazione è mediata dal pensiero di un personaggio di finzione, la radiocronista Virgilia Leo che, munita di un registratore, un diario e alcuni libri di storia, ha compiuto il suo viaggio a ritroso nella storia: dallo sbarco angloamericano in Sicilia, seguendo il tragitto delle truppe di liberazione lungo la penisola da sud a nord.

L’altra Carla, cioè Virgilia, interviene direttamente, tra un racconto e l’altro. Ma solo per raccordare le storie, per il resto lascia spazio a quella incredibile mole di testimonianze, raccolte nel 2003 e rielaborate e pubblicate solo adesso, nel 2025. In questo modo, il volume restituisce direttamente la voce e i ricordi delle testimoni e costituisce una fonte storica, e quindi un preziosissimo strumento di ricerca e analisi. Chi legge non segue una narrazione lineare e unitaria, ma attraversa una pluralità di storie – spesso brevi e molto intense – che si intrecciano e stratificano fino a dare forma a un racconto corale delle sofferenze e delle vite segnate dalla guerra.
Interessante e particolarmente significativa è la scelta del titolo: “L’attesa dei vinti”. Nell’immaginario comune, i “vinti” della Seconda guerra mondiale sono esclusivamente i nazifascisti. In guerra invece i vinti non sono soltanto gli sconfitti sul piano politico o militare, ma anche coloro che ne sopportano il costo più alto: i civili. Travolti da un conflitto non voluto, spesso incompreso e incomprensibile; deciso nei palazzi del potere, secondo logiche lontane dalla vita quotidiana.
In queste pagine, la sconfitta assume così un significato intimo e concreto: è la perdita di un familiare, la mancanza di cibo, le notizie che spesso non arrivano. Una sconfitta silenziosa e lontana dalla retorica ufficiale, ma radicata nella memoria collettiva e individuale di chi ha vissuto quegli anni. A dare continuità e voce a una immensa mole di testimonianze custodita in L’attesa dei vinti vi è inoltre l’audio-documentario Li chiamavamo Liberatori, trasmesso da Rai Radio 3 e disponibile su RaiPlay. Il documentario riprende alcuni frammenti delle testimonianze raccolte da Carla Fioravanti, dando voce alle parole custodite nel libro e portando la memoria della guerra oltre la pagina scritta. Attraverso il tono, l’emozione e la concitazione del racconto, quelle parole lontane pronunciate da donne sconosciute diventano vicine e familiari, superando la dimensione storica per restituire, prima di tutto, quella umana.

L’audio documentario è un contributo prezioso, così come lo è questo volume, la cui forza risiede nella capacità di riportare alla luce una storia sommersa e di farsi carico di una responsabilità fondamentale: non lasciare che queste voci si disperdano nel tempo. È una responsabilità collettiva, alla quale, oggi, grazie al libro di Carla Fioravanti, è più agevole adempiere per tutti noi.
Pubblicato venerdì 12 Giugno 2026
Stampato il 12/06/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/librarsi/voci-di-donne-dimenticate-dalla-storia-che-ora-raccontano-la-guerra-e-litalia-libera/




