Tema

Antifascismo

lunedì 20 Maggio 2019

L’Italia e i terrapiattisti della politica

Il ministro dell’Interno, i rom e gli insulti e le minacce di CasaPound. Il mantra su ordine, legalità e disciplina, lo stesso di tutti i regimi autoritari del 900. I rischi di stato d’eccezione permanente. I contrasti fra le forze di governo. C’è l’Italia della paura, ma c’è anche l’Italia del coraggio, quella del 25 aprile, delle lenzuola sui balconi, dell’indignazione civile. Alle elezioni europee un voto ragionato per le forze antifasciste

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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