Tema

Fascismo

venerdì 15 Ottobre 2021

Un libro, una lapide, e un giornalista reo di definirsi antifascista

A Pescara concessa la Sala consiliare per presentare un volume dedicato a Rachele Mussolini (ma il sindaco prende le distanze) nel giorno della manifestazione nazionale a Roma dopo il raid neofascista alla Cgil; ad Atri (TE) il Comune riesuma la targa che in sostanza rivendicava l’aggressione all’Etiopia; e Fratelli d’Italia annuncia un’interrogazione parlamentare perché un cronista ha osato riconoscersi nello spirito della Costituzione

sabato 2 Ottobre 2021

Arrembaggio estremo. A destra

Un’ultima inchiesta giornalistica su Fratelli d’Italia rivela la permeabilità del nostro Paese a fenomeni neofascisti e nostalgici oltre a scenari di presunti finanziamenti illeciti. E conferma l’urgenza di una grande alleanza di popolo che contrasti torbide derive e di una forte risposta di tutte le istituzioni della Repubblica perché si dia finalmente e pienamente attuazione alla XII Disposizione finale della Costituzione e alle leggi Scelba e Mancino

domenica 22 Agosto 2021

Durigon e i due fratelli

Cosa è bene sapere del politico leghista che vuole cancellare l’intitolazione a Falcone e Borsellino del parco di Latina per “restituirla” ad Arnaldo Mussolini. L’uomo di fiducia del duce e il coinvolgimento nel delitto Matteotti. L’Anpi a Draghi: rimuova il sottosegretario

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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