Memoria attiva

lunedì 23 Settembre 2024

Quella gloriosa periferia ribelle della capitale che non finisce di sorprendere

“VIII Zona. Pratiche di Resistenza e reti clandestine a Roma”, (2024), a cura degli storici Riccardo Sansone e Anthony Santilli, edito da Anppia, l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani, è un libro corale che attraverso inedite testimonianze orali dà voce a donne e uomini finora “fantasmi”. E foto recuperate da archivi di famiglia, oltre a graphic novel, biografie e storie sconosciute dei luoghi della lotta, osterie e sedi clandestine, per un viaggio nella memoria del protagonismo dal basso di quartieri un tempo borgate – Torpignattara, Villa Certosa, Pigneto, Quadraro, Centocelle, Alessandrino, Gordiani e Quarticciolo – che rivive anche in un festival

martedì 10 Gennaio 2023

Ortona 1943, quella Battaglia da non dimenticare

Grande partecipazione nella città del Chietino per il primo “Percorso della Memoria”, promosso dagli eredi dei partigiani locali con l’adesione di altre associazioni e della società civile. Una passeggiata antifascista in uno dei luoghi simbolo della campagna d’Italia durante la Seconda guerra mondiale per ricordare, testimoniare, trasmettere

martedì 21 Settembre 2021

A Vaccherezza, dove la memoria resistente affiora in ogni pietra

Grande partecipazione alla commemorazione di sedici partigiani uccisi dai nazifascisti sulle montagne di Condove, Valle di Susa. Presenti istituzioni, associazioni e cittadini, moltissimi i giovani. La presidente provinciale Anpi Torino, Maria Grazia Sestero: “L’impegno è di continuare a far conoscere alle nuove generazioni come è nata la nostra democrazia”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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È uscito lo Speciale cartaceo di Patria! Inviato ai Comitati provinciali ANPI per essere distribuito alle Sezioni, nelle scuole e nelle università

venerdì 8 Maggio 2026

Uno sterminio a lungo rimosso. L’aggressione all’Etiopia dell’imperialismo fascista

Novant’anni fa, il 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini celebrava la conquista dell’Africa orientale come trionfo nazionale, accompagnato da cori plaudenti e da una propaganda che esaltava miti di grandezza e missioni redentrici. Ma dietro la retorica si stava consumando una spedizione coloniale segnata da bombardamenti chimici, massacri di civili, deportazioni e leggi razziali. La prima campagna bellica in grande stile di uno Stato europeo dopo la conclusione della Grande guerra rivelò presto la sua natura fallimentare, lasciando dietro di sé un’eredità di violenze occultate e una memoria pubblica incapace per decenni di riconoscere la portata delle responsabilità italiane

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