Quindicinale

N° 70

mercoledì 18 Dicembre 2019

Lo squadrista serial killer

Decine gli assassinati a cavallo degli Anni Venti dal pregiudicato fascista Piero Brandimarte, poi sempre assolto, che successivamente scriverà “i cadaveri mancanti saranno restituiti dal Po, seppure li restituirà, oppure si troveranno nei fossi, nei burroni o nelle macchie delle colline circostanti Torino”. Il barbaro omicidio di Pietro Ferrero, segretario della sezione torinese della Fiom

lunedì 9 Dicembre 2019

La strage

Piazza Fontana, gli antefatti e gli eventi successivi. La storia dei terroristi neri, delle loro complicità nelle strutture dello Stato, dei processi. Per chi non sa perché nessuno gli ha raccontato cosa avvenne. Per chi non ricorda, perché è passato mezzo secolo. Per chi non vuole ricordare, perché sono stati i fascisti e i loro manovratori

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 70 Anno V

del 27 Novembre 2019

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da filmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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