Tema

Fascismo

giovedì 31 Ottobre 2019

PROMEMORIA 2. I fasci di combattimento

Grazie a documenti rinvenuti da una sezione dell’Associazione dei partigiani, questo numero della rubrica di formazione collegata all’indirizzo web https://promemoria.anpi.it racconta dello statuto dell’organizzazione squadristica, anno 1921. Spregio della legge e violenza contro ogni opposizione assunte a metodo politico

giovedì 31 Ottobre 2019

Sì alla fantasy, no all’horror

Un pianeta che va all’indietro, dall’Amazzonia al confine turco-curdo al Cile, fino alla stessa Europa e al nostro Paese, mentre si sciolgono ghiacciai millenari. Ma ci sono segnali di riscossa, dal movimento giovanile mondiale contro i cambiamenti climatici all’associazionismo democratico italiano. Intanto un’Anpi in buona salute si riunisce a novembre per il suo Consiglio nazionale

lunedì 30 Settembre 2019

«Si rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici»

David Sassoli, Presidente del parlamento europeo. «Il giudizio sui sistemi comunisti nei Paesi dell’Est non credo sia in discussione, così come non può esserlo il grande contributo delle formazioni partigiane comuniste e dell’Unione sovietica nella Liberazione dell’Europa dal nazifascismo». «In Italia, il Pci è stato protagonista della Resistenza, della rinascita democratica del nostro Paese e del consolidamento delle istituzioni repubblicane»

venerdì 27 Settembre 2019

L’est antisemita e la “risoluzione” del parlamento Ue

Parla lo storico Alessandro Barbero sul documento europeo che mette sullo stesso piano nazismo e comunismo: “Stalin fa il patto con la Germania quando sono falliti tutti i tentativi di stringere accordi con l’Inghilterra e con la Francia, quando già Inghilterra e Francia hanno lasciato via libera a Hitler”. L’odio verso gli ebrei “diffuso nei Paesi dell’Europa orientale ha permesso che l’occupazione nazista non incontrasse una netta opposizione”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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