Nell’occasione dell’Ottantesimo della Repubblica e del voto alle donne, la conferenza-spettacolo “Tre partigiane d’oro. Irma Marchiani, Gabriella Degli Esposti e Gina Borellini” è andata in scena lo scorso 30 giugno all’interno della sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Nata da ANPI Modena e Centro Documentazione Donna in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza di Modena, ANMIG e UDI Modena, la conferenza era stata ideata nell’ambito delle Celebrazioni per l’Ottantesimo della Resistenza. L’iniziativa ha anche visto la partecipazione di un gruppo di persone provenienti da Modena. A completare questa esperienza anche la visita guidata alla mostra “1946: nasce la Repubblica, l’Assemblea Costituente a Montecitorio” all’interno della Sala della Lupa.
La Resistenza modenese con le vite, i valori e le esperienze di Irma, Gabriella e Gina sono state protagoniste nella Sala della Regina dopo i saluti introduttivi dell’onorevole Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera dei deputati; Vanni Bulgarelli, presidente di ANPI provinciale Modena; Antonietta Vastola, presidente Centro documentazione donna di Modena; e di Livia Turco già parlamentare e ministra.
A guidare i presenti attraverso le tre storie, Caterina Liotti e Donatella Allegro, accompagnate in alcuni momenti dalla chitarra di Angelo Colone, che ha saputo cogliere in musica l’emozione del racconto. Gabriella Degli Esposti “Balella”, Irma Marchiani “Anty” e Gina Borellini “Kira”, tre partigiane Medaglia d’Oro al Valore Militare, di cui due alla memoria, tre donne che sono entrate nel cuore delle istituzioni repubblicane, democratiche e antifasciste che hanno contribuito a far nascere e vivere, e di cui ancora abbiamo bisogno.

Irma Marchiani, partigiana operativa nell’appennino modenese, animata da un forte ideale antifascista, sentito come un dovere a cui non si può sottrarre. Infatti, entra a far parte della Resistenza dopo un attenta riflessione.

Entrata nel Battaglione Matteotti ne assume presto il ruolo di commissario. “Anty” partecipa all’attività partigiana con slancio e competenza, risponde al fuoco nazifascista con fermezza e si dedica notevolmente alla cura dei feriti, spesso mettendo in pericolo se stessa. Non si sottrarrà mai dai suoi compiti e attività; arrestata e imprigionata in carcere, riuscirà a scappare e tornerà tra le file della lotta partigiana. Catturata nuovamente dal nemico e sottoposta ad un processo sommario, non rinnegherà mai i propri valori morali e sarà condannata a morte. Verrà decorata, alla memoria, di Medaglia d’Oro al Valore Militare, partigiana combattente che mai si è piegata alla paura.

Gabriella Degli Esposti trasformò la propria casa a Castelfranco Emilia in una base della Resistenza della zona e organizzò i primi gruppi di difesa della donna. Coordina delle manifestazioni contro la scarsità degli alimenti e contro la guerra, raccogliendo una numerosa partecipazione femminile. Catturata dai tedeschi, venne picchiata davanti alle sue due figlie e portandone in grembo un altro. La testimonianza della figlia Savina sul giorno della cattura, riprodotta nel corso dello spettacolo, ha lasciato la sala sospesa in un indicibile dolore per l’ascolto della violenza impietosa subita dalla madre. Imprigionata, viene sottoposta a estenuanti interrogatori e violenti torture per alcuni giorni, a cui però resistette rifiutandosi di parlare.

Dopo l’esecuzione, il suo corpo venne ritrovato privo di occhi, seni e del bambino che portava in grembo. In suo onore, venne formato il distaccamento “Gabriella Degli Esposti”, forse l’unica formazione partigiana formata esclusivamente da donne. “Leggendaria figura di eroina e di martire”, come indicato nelle motivazione della Medaglia d’oro intitolata a suo ricordo.

Gina Borellini, è la sola, come sottolineato da Caterina Liotti, che riuscì a ritirare la propria Medaglia d’Oro. Dopo l’armistizio si impegnò come staffetta e partigiana combattente nelle formazioni del Modenese. Riuscita a scappare dall’arresto e dalle torture, suo marito, anch’esso partigiano catturato, venne fucilato. Rimasta vedova, Gina riprese il suo posto di combattente perché, come avevano deciso assieme “chi di noi vivrà, dovrà continuare la lotta”. A inizio aprile ’45, mentre scappava da un rifugio sottoterra, in fuga dai fascisti, venne ferita alla gamba ma riuscì coraggiosamente a non finire prigioniera. Da quella ferita venne amputata dell’arto. In ospedale venne individuata dalla polizia fascista ed è solo grazie alla Liberazione che riuscì a salvarsi dalla loro furia di vendetta.

Dopo la Liberazione, Borellini continua nel suo impegno nella politica istituzionale, eletta nel primo Consiglio comunale di Concordia, poi, nel 1948, alle prime elezioni politiche democratiche alla Camera dei deputati nel gruppo parlamentare comunista, in cui rimase fino al 1963. Da sempre impegnata con l’Unione Donne Italiane, quando torna a Modena continua a impegnarsi in ruoli amministrativi sul territorio e in lotte politiche per i diritti delle donne e non solo.

Attraverso queste storie di donne emerge la forza, l’onestà e il coraggio che ha guidato lo spirito da cui è nata la nostra Costituzione. Non si tratta di un gruppo ristretto di persone, ma della volontà di un popolo che anche di fronte all’orrore del regime e della guerra ha saputo costruire responsabilmente. Perché, con le parole di Gina Borellini in un discorso alla Camera del 1952 “il fascismo non è stato condannato da un gruppo di uomini o da un partito, ma da tutto il popolo italiano”.

Ricordare e ribadire tutto ciò all’interno delle istituzioni democratiche e antifasciste del nostro Paese è, per gli organizzatori di questa esperienza e per la società modenese tutta, un onore inestimabile.

Un ringraziamento doveroso a relatori e relatrici, e a coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa. Grazie a Marina Pierlorenzi, presidente dell’ANPI Provinciale Roma, per le sue parole e la sua disponibilità a costruire una collaborazione tra sezioni provinciali ANPI e al presidente Gianfranco Pagliarulo per la sua presenza. Un grazie a tutti e tutte i partecipanti che con grande entusiasmo hanno dedicato a questa iniziativa un pensiero di emozione per l’esperienza preziosa vissuta.
La Memoria e la Costituzione vivono nel cuore del futuro! Per dirla con le parole di Irma Marchiani “Anty” al fratello Pietro: “Ora tutto è triste, gli avvenimenti in corso coprono anche le cose più belle di un velo triste. Nel mio cuore si è fatta l’idea che per tutti più o meno è doveroso dare il proprio contributo. Questo richiamo è così forte e lo sento tanto profondamente che parto contenta”.
Alice Ballarin, ANPI Comitato provinciale Modena ETS
Pubblicato giovedì 9 Luglio 2026
Stampato il 09/07/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/ci-guidavano-le-stelle/tre-partigiane-doro-la-resistenza-delle-donne-modenesi-arriva-a-montecitorio/








