Quindicinale

N° 61

Copertine

UNA DERIVA PERICOLOSA

Carlo Smuraglia

L’attuale governo, l’inosservanza della Costituzione e lo svuotamento del Parlamento

mercoledì 20 Febbraio 2019

Quando emigravano i bambini italiani

L’odissea di migliaia di fanciulli costretti dalla fame a lavori bestiali in condizioni di semischiavitù in Europa per tutta la seconda metà dell’800 e per i primi decenni del secolo successivo. Frequentissime malattie e decessi. Si dovrà giungere al 1924 affinché il bambino sia riconosciuto in quanto tale, con la Dichiarazione dei diritti del fanciullo

mercoledì 20 Febbraio 2019

Auschwitz: l’ultimo bambino

Intervista al croato Oleg Mandić, sopravvissuto allo sterminio. Salvo un po’ per astuzia, un po’ per amor materno, e molto per fortuna, fu liberato, come tutti gli altri, dall’Armata Rossa. “Si cercava di arrivare, possibilmente vivi, al giorno successivo”. “Quanto di peggio mi potesse accadere era già successo. Quando parti da questo presupposto hai tutte le predisposizioni per una vita meravigliosa”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 61 Anno IV

del 24 Gennaio 2019

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

lunedì 17 Giugno 2024

Il fair play delle destre? Aggredire verbalmente chi osa parlare di antifascismo

È accaduto il 25 Aprile scorso a Martinsicuro (TE), amministrazione di centrodestra, alla consigliera Marta Viola, nipote di partigiani, che abbiamo intervistata. Ma la solidarietà incassa un primo risultato. Come ci racconta Francesco Antonini, presidente della locale sezione Anpi: “In un incontro pubblico con la partecipazione anche di Vincenzo Calò della segreteria nazionale della nostra associazione, il sindaco Massimo Vagnoni ha dichiarato di essere antifascista. In questo clima politico, e con l’aria che tira, è già un risultato”

giovedì 13 Giugno 2024

Vittoria (RG) revoca la cittadinanza a Mussolini in onore di Matteotti

Il Comune siciliano su sollecitazione dell’Anpi locale, in omaggio a Matteotti, nel centenario dell’assassinio, ha abrogato la delibera assunta nel 1924. Una scelta politica che commemora l’uomo simbolo di una tenace opposizione al regime, fino a pagarne con la vita. E che restituisce dignità e memoria anche al movimento di braccianti e operai che nel territorio ibleo subirono la violenza delle squadracce fasciste, in combutta con il padronato agrario

martedì 11 Giugno 2024

Consigliera, affermi che la Costituzione è antifascista? E io ti insulto. Il caso di Marcon (Venezia)

Durante il Consiglio comunale è bastato un riferimento al carattere del testo fondamentale della Repubblica per far scattare il capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Franceschetto, che ha indirizzato un “Vaffa” alla collega di minoranza Margherita Lachin (Pd). L’abbiamo intervistata per farci raccontare l’accaduto e così veniamo anche a sapere di una mozione presentata dal capofila del partito di Meloni per eliminare i contributi all’Anpi

In morte di Giacomo Matteotti. Per ricordare la sua vita

La democrazia italiana è in debito con un uomo conosciuto quasi esclusivamente per essere stato assassinato su mandato di Mussolini. Ignorato il contributo alle conquiste di braccianti e operai, l’impegno costante nella battaglia per la pace fino a proporre sciopero generale e forme insurrezionali di lotta per impedire l’entrata del Paese nella Grande guerra, l’opposizione contro ogni “compromesso tecnico” di partiti e sindacati con il neonato regime. Nel centenario dell’omicidio, è necessario riscoprire l’attualità di una personalità politica lungimirante nel capire l’importanza dell’unità dei lavoratori, la gravità degli attacchi alla funzione del Parlamento, la crisi di un sistema istituzionale che ebbe epicentro in Italia per poi allargarsi tragicamente in Europa

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