Quindicinale

N° 81

Copertine

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE!

Patria Indipendente

Ci fermiamo. Un augurio di buone vacanze e un grande abbraccio antifascista a lettrici e lettori, pronti a riprendere in autunno come prima, meglio di prima

venerdì 18 Settembre 2020

NO. Per essere liberi

Referendum, parla Aldo Tortorella, partigiano, intellettuale, storico dirigente politico: «Il taglio dei parlamentari? L’anticamera dell’autoritarismo». «La crisi del parlamentarismo e della democrazia parlamentare è reale, e non serviva Grillo per scoprirlo, ma è una crisi che non dipende, come si vuol dar a credere, dalla difficoltà di funzionamento dei parlamenti, bensì dalle scelte sociali ed economiche delle classi dirigenti»

giovedì 17 Settembre 2020

La breccia che aprì le porte di Roma

Ma chiuse quelle di San Pietro. Porta Pia, 20 settembre 1870: una data spartiacque colpevolmente scomparsa dall’attuale calendario istituzionale. Con l’ingresso delle truppe del Regno d’Italia in Roma si compie l’unificazione nazionale. Il valore del principio della laicità dello Stato e le persistenti difficoltà del liberalismo conservatore a rimuovere gli ostacoli tra Stato e masse cattoliche

Il cippo a Selz in memoria della Brigata Proletaria

lunedì 7 Settembre 2020

Ricordando la Brigata Proletaria

L’anniversario a Selz, presso Ronchi dei Legionari. I partigiani operai dei cantieri di Monfalcone e contadini. La battaglia di Gorizia. I crimini del fascismo. La storia del confine orientale quasi del tutto sconosciuta o rimossa. L’antifascismo come fondamento storico e ideale dell’Italia una e indivisibile e di un’idea di confine come finestra sul mondo

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 81 Anno V

del 30 Luglio 2020

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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