Anniversari

martedì 17 Novembre 2020

L’uomo delle vigne

Nell’anno del 70° della riforma agraria pubblichiamo un racconto di Ottavio Terranova con una introduzione storica di Carlo Ghezzi. In forma romanzata, si narrano lotte contadine troppo spesso bagnate di sangue, dai risultati purtroppo solo parziali, battaglie che, tuttavia, fornirono un determinante contributo alla modernizzazione del nostro Paese

sabato 24 Ottobre 2020

Napoli, 24 ottobre 1922

Quattro giorni prima della marcia su Roma, Mussolini tenne a Napoli una feroce prova generale della presa del potere. Ma poi si guardò bene dal raggiungere la capitale, tornò a Milano, pronto a riparare in Svizzera se le cose si fossero messe male. Purtroppo andò in altro modo

giovedì 17 Settembre 2020

La breccia che aprì le porte di Roma

Ma chiuse quelle di San Pietro. Porta Pia, 20 settembre 1870: una data spartiacque colpevolmente scomparsa dall’attuale calendario istituzionale. Con l’ingresso delle truppe del Regno d’Italia in Roma si compie l’unificazione nazionale. Il valore del principio della laicità dello Stato e le persistenti difficoltà del liberalismo conservatore a rimuovere gli ostacoli tra Stato e masse cattoliche

20 “pietre d’inciampo” a ricordo dei martiri della strage del 28 luglio

martedì 28 Luglio 2020

28 luglio 1943, la strage di Bari

Applicando le disposizioni del gen. Roatta l’esercito spara sui manifestanti che chiedono di rimuovere i simboli fascisti: 38 feriti e almeno 20 morti. Nello stesso giorno il massacro delle Reggiane. Il 9 settembre “la difesa del porto”: mentre è in corso l’accanita resistenza di civili e militari, un gruppo di ragazzi blocca un convoglio della divisione “Goering” a colpi di bombe a mano

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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