In Primo Piano

martedì 8 Giugno 2021

Epifani ti abbiamo voluto tanto bene

Il ricordo di Guglielmo Epifani, primo socialista segretario generale Cgil, scomparso ad appena 71 anni. Difese l’art. 18 dall’attacco del governo Berlusconi. Colto e pacato, ma determinato nell’affermare dignità e diritti dei lavoratori. Segretario del Pd e tra i fondatori di Leu. Orgogliosamente iscritto all’Anpi (nel Lazio dell’associazione dei partigiani era stato per qualche tempo presidente onorario)

lunedì 31 Maggio 2021

Luciano Lama, il partigiano sindacalista che sapeva parlare al Paese

Venticinque anni fa moriva uno dei segretari generali Cgil più amati e stimati. Ha attraversato molte sofferte stagioni della storia democratica italiana. “In più occasioni l’ho sentito riflettere amaramente sul fatto che a nessun sindacato in Europa era mai stato chiesto di farsi carico di un peso così grande”

lunedì 17 Maggio 2021

Il Paese dove la storia è armata. Di nazionalismo

In Polonia gli studiosi del 900 possono finire in tribunale, punibili fino a tre anni di carcere, vittime del “nazionalismo metodologico”, esplicitamente contrapposto alla “storiografia occidentale”. In nome della “verità nazionale”, ha come cavallo di battaglia l’equiparazione tra nazismo e comunismo e per obiettivo la rimozione dell’antifascismo dal progetto europeo

lunedì 17 Maggio 2021

Le scuole dei “piccoli maestri”

La straordinaria esperienza dei Convitti della Rinascita, rete sognata in montagna, sperimentata all’Ossola e nata nel dopoguerra. I docenti erano partigiani, impegnati per una didattica popolare e democratica. Ma la spia di quanto fosse inviso quel progetto alle forze conservatrici dell’Italia repubblicana si accese presto

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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