Tema

Memoria

giovedì 2 Settembre 2021

Che bello il parco Donato Della Porta “il brindisino”!

Francavilla Fontana (BR) intitolerà l’area pubblica all’eroe della Resistenza. Combattente nel bresciano, tradito da un ragazzino cui aveva salvato la vita, si offrì in cambio dei compagni catturati. Aveva 22 anni. Il Comune aderisce così alla campagna toponomastica dell’Anpi nazionale. Peccerillo, presidente provinciale dei partigiani: “Porteremo la sua memoria nelle scuole”

lunedì 26 Luglio 2021

La banalità del male in una scritta

Una casa marchiata da una stella di David e vergata da un insulto antisemita. Accade nel centro storico di Crotone, dove in tempi remoti esisteva un quartiere ebraico. La condanna dell’Anpi provinciale: un segnale, grave, di quanto la criminale ideologia nazifascista sia tornata a farsi largo

venerdì 9 Luglio 2021

Il j’accuse di Del Boca: “quella era l’Italia peggiore”

In una rara videointervista realizzata da Gianfranco Pagliarulo nel 2009, il più grande storico del colonialismo italiano, recentemente scomparso. ripercorre i crimini commessi dai nostri connazionali nel Paese e all’estero. A cominciare dall’Unità, passando per le stragi di Graziani in Libia e in Etiopia, le guerre fasciste contro Grecia e Jugoslavia, fino alle foibe

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 168 Anno

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da filmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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