Quindicinale

N° 72

venerdì 6 Marzo 2020

Il coronavirus e noi

Il mondo dell’associazionismo democratico, a cominciare dall’Anpi, può e deve fare la sua parte, operando perché alla paura si sostituisca la ragionevole consapevolezza del rischio. Ancora una volta si può battere un nemico grande e pericoloso a partire dall’unità del popolo, dalla solidarietà fra generazioni, dal sostegno alle istituzioni democratiche. Ha ragione il Presidente della Repubblica: “Niente ansia. Uniti ce la faremo”

martedì 28 Gennaio 2020

L’eccidio fascista di Cornalba

Sul finire del ’44, la piccola località della Valle Serina, nel bergamasco, fu teatro di due rastrellamenti fascisti, caddero 15 partigiani della brigata 24 Maggio di Giustizia e Libertà. L’omaggio di Ferruccio Parri in una lettera finora inedita. In un nuovo libro la ricostruzione della strage e l’importanza delle commemorazioni

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 72 Anno V

del 28 Gennaio 2020

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo per mano di uno degli eserciti più armati al mondo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da giornalisti e filmmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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