Tema

Antifascismo

lunedì 1 Maggio 2023

Il Primo Maggio proibito

Nel 1923 Mussolini soppresse con legge la Festa celebrata dai lavoratori di tutto il mondo. Ma il regime non riuscì mai a cancellarla. Bandiere rosse confezionate in casa clandestinamente, scritte sui muri, su tram e autobus spuntavano ogni anno quel giorno, anche durante l’occupazione. Perché la resistenza popolare non smise mai di onorarla, d’altronde lo avevano fatto addirittura gli antifascisti al confino

domenica 30 Aprile 2023

La Provincia di Fermo è Medaglia d’Oro al Merito. Antifascista

Un risultato dell’impegno Anpi. La massima onorificenza della Repubblica attribuita per il contributo della popolazione alla Resistenza consegnata dal prefetto il 25 aprile, sulle note di una corale Bella Ciao. Il presidente provinciale dei partigiani, Paolo Scipioni: “Un riconoscimento all’umanità del rifiuto del nazifascismo”. Nel territorio dove la Costituzione vive e fa progetti per il futuro, anche a suon di musica. Con il “Battaglione Batà”

giovedì 27 Aprile 2023

25 Aprile a Firenze con i Rosselli, Calamandrei e gli studenti del Michelangiolo

Per dare un futuro alla memoria, “perché antifascismo e Resistenza non sono e non devono essere la storia, bensì il nostro presente, non il passato ma il suo frutto, la Costituzione, che vive intorno a noi”. Insieme all’Anpi le ragazze e i ragazzi del liceo teatro dell’aggressione neofascista in una nuova tappa di riconquista del cimitero dove è l’ultima dimora di grandi padri della Repubblica, che paradossalmente fino a poco tempo fa era occupato dagli estremisti di destra

mercoledì 26 Aprile 2023

Un partigiano sempre

Palmiro Gonzato, “Una vita dalla parte giusta”, a cura di Aharon Quincoces, disegni di Marina Reissner, Impremix edizioni, 2023, pp 272, € 16,00. Le memorie che diventano racconto di storia. Quelle di un uomo che ha cominciato a combattere il fascismo all’età di 17 anni e ha continuato a vivere nel segno dei valori della Resistenza. Ora ne ha 97

martedì 25 Aprile 2023

Quella Resistenza che rivive nelle canzoni dell’Italia libera

Il racconto della lotta e della vittoria contro il nazifascismo attraverso le più belle canzoni scritte dopo la Liberazione. Da Cantacronache ai Modena City Ramblers, passando per una lunga serie di compositori, tra cui Moricone e Trovajoli, cantautori, parolieri, interpreti: Jannacci, Ferri, De André, Lolli, Guccini, fino all’album appena uscito di Capossela. Storie vere, ricordando oggi e sempre

lunedì 24 Aprile 2023

La nostra lotta è memoria e sogno

Ogni 25 aprile è diverso, ma questo è più diverso, con un governo essenzialmente autoritario nell’animo, un cuore nero che ogni tanto comincia a fibrillare;
un mondo minacciato di nuovo dai venti di guerra e l’unità nazionale compromessa da due bombe a orologeria: autonomia differenziata e presidenzialismo. L’Italia del lavoro, della pace e della democrazia non ci sta e l’Anpi dedica la Festa alle donne Medaglia d’Oro morte per sconfiggere il nazifascismo. Consapevoli di avere le istruzioni per costruire il futuro, un libretto che si chiama Costituzione. Nata dalla Resistenza

domenica 23 Aprile 2023

Anpi Bagnacavallo e Anpi Marzabotto, con le Gocce di Memoria è festa d’aprile

Le due sezioni unite da impegno per i diritti e tanta arte e musica in un programma fitto di eventi e temi per parlare alle nuove generazioni. Nel ravennate la settimana resistente parte domenica 23 aprile con la tradizionale camminata sul Senio, e il 1° Maggio nella località teatro dell’eccidio, all’insegna dell’ironia con il motto “L’unico fascio che amiamo è quello di asparagi”. Installazione degli studenti di Monte Sole

sabato 22 Aprile 2023

La Resistenza nell’arte

Dai volti del potere alla pittura e alla scultura della Resistenza. Dal Picasso di Guernica a Sassu, dal Guttuso di Gott mit Uns a Purificato, Levi e Treccani, e Birolli, Mirko e Vespignani. Dalle immagini dei campi di sterminio e quelle degli IMI fino alle biciclette di Zigaina

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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