Tema

Antifascismo

lunedì 17 Aprile 2023

Festa della Liberazione, 5 podcast e un piccolo alfabeto antifascista

Da domani (18 aprile) sul sito del Memoriale della Resistenza Italiana – www.noipartigiani.it – cinque audioracconti. Qui proponiamo anche un vocabolario utile a combattere l’uso disinvolto delle cose dette e di quelle taciute, per arrivare preparati a un 25 aprile uguale a tutti gli altri, ma molto diverso. Parole che ne combattono altre. Da ripassare

venerdì 14 Aprile 2023

Le nostre rose fioriranno

Il 25 aprile l’Anpi in tutta Italia deporrà un fiore nei luoghi dove le donne che operarono nella Resistenza vennero torturate o uccise dai nazifascisti e sotto le targhe delle vie a loro intitolate (troppo poche ancora). Perché finalmente si conosca e ri-conosca il valore del loro martirio. È il dovere della memoria oggi

mercoledì 5 Aprile 2023

L’ultimo regalo di Ivano Marescotti

L’attore, già molto malato, non si volle tirare indietro neppure questa volta e accettò di girare un breve video per promuovere il tesseramento Anpi 2023. Nel filmato di cui vi proponiamo la versione integrale, inedita, un vero testamento morale e le preoccupazioni lungimiranti su chi oggi ricopre la seconda carica dello Stato. E insieme il racconto di una vita intensa fino agli ultimi giorni, tra cinema, teatro, insegnamento e impegno civile

domenica 26 Marzo 2023

Ecco la bellissima Italia partigiana

Molto positivo il bilancio della settimana che l’Anpi ha dedicato al tesseramento 2023, con un boom di iscrizioni, tra rinnovi e nuove adesioni, anche nelle sedi estere, nel segno distintivo della Costituzione e dell’antifascismo. Una galleria fotografica per condividere l’entusiasmo e l’impegno di sezioni e comitati provinciali

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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