Tema

Memoria

mercoledì 20 Febbraio 2019

Auschwitz: l’ultimo bambino

Intervista al croato Oleg Mandić, sopravvissuto allo sterminio. Salvo un po’ per astuzia, un po’ per amor materno, e molto per fortuna, fu liberato, come tutti gli altri, dall’Armata Rossa. “Si cercava di arrivare, possibilmente vivi, al giorno successivo”. “Quanto di peggio mi potesse accadere era già successo. Quando parti da questo presupposto hai tutte le predisposizioni per una vita meravigliosa”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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