Quindicinale

N° 116

venerdì 23 Dicembre 2022

Auguri, pensando a ieri e a oggi

Possiamo ricostruire tutto. Ma ci vuole pazienza, rigore, e specialmente realismo, muovendoci passo dopo passo nella direzione giusta, sapendo che l’avversario è forte ma non è invincibile, e che gli antifascisti tanto più potranno vincere quanto più saranno uniti

giovedì 22 Dicembre 2022

La lunga vita partigiana di Emilio Pegoraro. Accanto ai vinti, nel segno dell’unità antifascista

Aveva 101 anni. Nato nel Padovano, partecipò alla campagna di Russia e al rientro, dopo la disfatta, operò nelle brigate Garibaldi e venne arrestato dalle brigate nere. Nel dopoguerra, comunista in terra “bianca”, lottò al fianco dei contadini poveri e non lesinò energie per costruire alleanze, sul campo e in Parlamento. Già per un decennio presidente provinciale Anpi, ha coniugato rinnovamento e continuità

martedì 13 Dicembre 2022

Locride in piazza per far vincere la pace

Imponente la manifestazione organizzata dal Comitato “Locride per la Pace”, fra i cui promotori ci sono le sezioni Anpi di Siderno e Locri, l’Assemblea dei Sindaci, il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva. In corteo con studenti e cittadini, rappresentanti di associazioni laiche e religiose, e della comunità ucraina, tutti uniti contro la guerra

lunedì 5 Dicembre 2022

A Melfi i giovani Anpi tornano a far Festa. Interrogando la Costituzione

Grande partecipazione alla seconda edizione della Festa degli Studenti Antifascisti, ospiti importanti per un appuntamento diventato già una tradizione irrinunciabile, sostenuto anche dall’amministrazione comunale, che quest’anno è stato dedicato alla Carta nata dalla Resistenza. E con la sezione locale dei partigiani si guarda al 2023 per il 75° dell’entrata in vigore

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 116 Anno

del 23 Ottobre 2026

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Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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