Quindicinale

N° 29

Copertine

PAGINE NEOFASCISTE: CHE FA FACEBOOK?

Laura Boldrini

La lettera della Presidente della Camera, che scrive a Mark Zuckerberg contro il dilagare dell’odio: “Una ricerca dell’ANPI ha catalogato 300 pagine che su Facebook esaltano il fascismo”

mercoledì 8 Marzo 2017

Predappio e la luce nera del faro di Meldola

Sito su di un castello ove si torturavano i partigiani, segnalava quando Mussolini soggiornava in Romagna. E ora il sindaco lo vuole riaccendere, mentre il suo omologo di Predappio si chiede che senso ha l’ANPI. La risposta del Presidente Smuraglia e la controrisposta piccata e reticente del sindaco del paese natale di Benito

mercoledì 8 Marzo 2017

Urge una Festa della Civiltà. Troviamo una data

La Festa della civiltà. Non so voi, ma ne avverto un bisogno aggressivo. Da tempo si va aggravando un panorama nazionale puntellato da desolanti esibizioni di faziosità, menzogne, miserie intellettive, mistificazioni, con il naturale risultato di un progressivo scadimento del livello di vivibilità non solo materiale ma anche, e forse soprattutto, “animale” nel senso dell’anima […]

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 29 Anno II

del 17 Febbraio 2017

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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È uscito lo Speciale cartaceo di Patria! Inviato ai Comitati provinciali ANPI per essere distribuito alle Sezioni, nelle scuole e nelle università

venerdì 8 Maggio 2026

Uno sterminio a lungo rimosso. L’aggressione all’Etiopia dell’imperialismo fascista

Novant’anni fa, il 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini celebrava la conquista dell’Africa orientale come trionfo nazionale, accompagnato da cori plaudenti e da una propaganda che esaltava miti di grandezza e missioni redentrici. Ma dietro la retorica si stava consumando una spedizione coloniale segnata da bombardamenti chimici, massacri di civili, deportazioni e leggi razziali. La prima campagna bellica in grande stile di uno Stato europeo dopo la conclusione della Grande guerra rivelò presto la sua natura fallimentare, lasciando dietro di sé un’eredità di violenze occultate e una memoria pubblica incapace per decenni di riconoscere la portata delle responsabilità italiane

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