Quindicinale

N° 58

Copertine Interviste

ANPI 2019: UN INNO ALLA VITA

Natalia Marino

Intervista all’artista Ugo Nespolo, autore del disegno della tessera Anpi 2019. Cosa rappresenta? “Sono persone molto diverse tra loro che però vogliono stare insieme e riescono a stare insieme, e sono contente”

venerdì 16 Novembre 2018

Il traduttore di Kent Haruf

Intervista a Fabio Cremonesi, la voce italiana dell’autore statunitense. “Haruf è un paradosso: appartiene a pieno diritto a una grande tradizione di letteratura ‘extraurbana’ o addirittura ‘rurale’, però Haruf, sia per carattere, sia per scelte tematiche, è un autore molto appartato; non si ha mai la sensazione di un autore che insegue le mode e il successo è arrivato molto tardi nella sua vita”

giovedì 15 Novembre 2018

“Razzismi italiani 1938-2018”: il convegno a Trieste

Il 17 novembre una riflessione sulle forme di razzismo di ieri e di oggi promossa dall’Anpi Friuli Venezia Giulia. Interverranno Paolo Pezzino, Andrea Zannini, Tullia Catalan, Borut Klabjan, Joanna Sondel-Cedarmas, Dijana Pavlovic, Sebastiano Secci. Concluderà Alessandro Pollio Salimbeni. Svolta il 10 novembre a Borgo San Lorenzo iniziativa sulle leggi razziali

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 58 Anno IV

del 26 Ottobre 2018

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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